Le riforme sin qui tentate in Italia non hanno dato i risultati sperati perché queste riforme si sono concentrate sui sintomi e non sulle cause delle disfunzioni. Concentrandosi sui sintomi alla fine le riforme finiscono per peggiorare la situazione.

Il libro tenta di risalire a queste cause che, riassuntivamente, vengono individuate come segue:

(i) confusione concettuale rintracciabile nel nostro diritto amministrativo tra la persona e la funzione;
(ii) assenza di una vera competenza direzionale (il dirigente nella nostra cultura amministrativa viene concepito come un super specialista in un settore specifico e non come un integratore e coordinatore di competenze diverse);
(iii) la assenza di processi (nonostante la legge 241/1990 non esiste nessuna norma che stabilisca come un processo debba essere configurato, per non parlare del fatto che sempre la legge 241/90 separa il responsabile del procedimento dal responsabile del provvedimento assegnando al primo il compito di configurare l’atto e al secondo il dovere di firmarlo acquisendo titoli per l’indennità di produttività), per non parlare del fatto che, in assenza di processi, la digitalizzazione diventa un incubo;
(iv) la confusione sui controlli (si confonde l’attività di controllo manageriale con l’attività di auditing, l’attività di controllo interno con quella di controllo esterno, si ignora il controllo ex post e ci si concentra sul controllo ex ante);
(v) una contabilità i cui meccanismi di base sono ancora oggi condizionati dalla concezione giuridica della competenza (cosa ho il diritto di riscuotere e cosa ho il dovere di pagare) e non dall’approccio della gestione del cash flow (cosa ho effettivamente riscosso e cosa ho realmente pagato) per cui oggi l’amministrazione si impegna a spendere cifre che avrebbe dovuto riscuotere ma che non ha riscosso – inutile dire che
questa contabilità non produce i dati necessari per una seria spending review;
(vi) il reclutamento basato sulla selezione di chi ha delle conoscenze teoriche e non sulla scelta di chi queste conoscenze le sa concretamente mettere in pratica;
(vii) gli appalti che si basano su capitolati vaghi i cui buchi devono essere riempiti dal “direttore dei lavori” (figura sconosciuta sopra le Alpi) personaggio con cui la ditta aggiudicatrice deve quotidianamente negoziare come concretamente realizzare i lavori.

Questi problemi più che riforme legislative richiedono un cambiamento di mentalità. Cambiamento che deve realizzarsi a tutti i livelli, dal titolare di Posizione Organizzativa (PO) al Ministro. La separazione tra funzione e persona, ad esempio, sopra le Alpi è resa operativa dalla pratica della “tabella dei rimpiazzi”. Gli appalti richiedono tecnici in grado di costruire dei capitolati dettagliati al massimo in modo da non lasciare spazio alla discrezionalità. Questi tecnici vanno formati con appositi percorsi formativi. L’iniziativa spetta alle singole amministrazioni che dovrebbero attivare iniziative formative adeguate. Qui bisogna fare attenzione e  evitare di far perno sulle università, depositarie di un notevole sapere scientifico ma prive di capacità nel campo del saper fare. Si suggerisce di far riferimento o alle nostre grandi imprese (WeBuild, Italstaat etc.) o a centri specializzati francesi e tedeschi.

Il PNRR sta riscontrando grandi difficoltà in buona sostanza perché non esistono sufficienti professionisti in grado di farsi carico dei compiti relativi alla messa in opera dei vari progetti. Si invita l’operatore a far riferimento alle esperienze maturate sopra le Alpi dove il “saper fare” non viene acquisito on the job per affiancamento (come avviene da noi)  ma nel corso del processo di selezione. Il libro si conclude con una tabella in cui tutti gli interventi necessari per passare dalla cura dei sintomi a quella delle cause delle disfunzioni amministrative vengono richiamati evidenziando il livello cui auspicabilmente l’intervento dovrebbe essere agganciato (funzionario, dirigente, livello legislativo etc.).

Mi occupo di formazione e supporto giuridico per gli enti locali in tema di affidamento e gestione di servizi alla persona e alla comunità.

Roberto Onorati
Blog

Progetto Autonomie Locali

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